31 luglio, 2010

PROMEMORIA 31 luglio 1919 - L'Assemblea Nazionale tedesca adotta la Costituzione di Weimar (entrerà in vigore il 14 agosto)


L'Assemblea Nazionale tedesca adotta la Costituzione di Weimar (entrerà in vigore il 14 agosto)

Il periodo della Storia della Germania che va dal 1919 al 1933 è conosciuto come la Repubblica di Weimar. Prende il nome dalla città di Weimar, dove si tenne un'assemblea nazionale per redigere una nuova costituzione dopo la sconfitta tedesca della prima guerra mondiale.

Rivoluzione controllata: la fondazione della Repubblica (1918-1919)

Dal 1916 in poi, l'Impero tedesco del 1871 era stato all'atto pratico governato dai militari, guidati dall'Oberste Heeresleitung (OHL, Comando Supremo dell'Esercito) tramite il Capo di Stato Maggiore Paul von Hindenburg. Quando divenne evidente che la prima guerra mondiale era persa, l'OHL richiese che venisse instaurato un governo civile. Ogni tentativo di continuare la guerra dopo che la Bulgaria aveva lasciato gli Imperi Centrali avrebbe provocato l'occupazione dei territori tedeschi. Il nuovo cancelliere del reich (Reichskanzler in tedesco), principe Maximilian von Baden, offrì quindi un cessate il fuoco al Presidente statunitense Woodrow Wilson, il 3 ottobre 1918. Il 28 ottobre 1918 la costituzione del 1848 venne emendata per rendere il Reich una democrazia parlamentare: diversamente dalla costituzione del 1871 il Cancelliere avrebbe risposto al Parlamento, il Reichstag, e non più all'Imperatore.
Il piano allora in corso per trasformare la Germania in una monarchia parlamentare anche de iure divenne ben presto obsoleto mentre la nazione scivolava in uno stato di caos quasi completo. La Germania era inondata da soldati di ritorno dal fronte, molti dei quali erano feriti fisicamente, psicologicamente o in tutti e due i modi. La violenza era dilagante, con risse che scoppiavano anche tra gruppi rivali di sinistra ai funerali dei loro capi assassinati dagli avversari di destra.
La ribellione esplose quando, il 29 ottobre, il comando militare, senza essersi consultato con il governo, ordinò alla Flotta d'alto mare una sortita che non solo era senza speranza da un punto di vista militare, ma che avrebbe anche portato sicuramente a un arresto dei negoziati di pace. Gli equipaggi di due navi ormeggiate a Wilhelmshaven si ammutinarono. Quando i militari arrestarono circa 1.000 marinai e li fecero trasportare a Kiel la rivolta locale si trasformò in una ribellione generale che dilagò rapidamente in gran parte della Germania. Altri marinai, soldati e persino operai solidarizzarono con gli arrestati, iniziando a eleggere consigli di lavoratori e soldati modellati sui soviet della Rivoluzione Russa del 1917 e presero il potere civile e militare in molte città. Il 7 novembre la rivoluzione aveva raggiunto Monaco di Baviera provocando la fuga di Ludwig III di Baviera in qualità di primo monarca di Germania.
Inizialmente le richieste dei consigli erano modeste, volevano la liberazione dei marinai arrestati. Contrariamente alla Russia dell'anno precedente, i consigli non erano controllati da un partito comunista. Nonostante ciò, con il sorgere dell'Unione Sovietica, la ribellione causò grande paura in tutti gli strati sociali dalla classe media in su. La nazione era sull'orlo di diventare una Repubblica Socialista.
A quel tempo la rappresentanza politica della classe operaia era divisa; una fazione si era separata dai Socialdemocratici e si chiamava "Social Democratici Indipendenti" (USPD, da Unabhängige Sozialdemokratische Partei Deutschlands) e spingeva verso un sistema socialista. I restanti "Social Democratici Maggioritari" (MSPD, che appoggiavano un sistema parlamentare) decisero di mettersi alla testa del movimento allo scopo di non perdere la loro influenza e, sempre il 7 novembre, chiesero all'Imperatore Guglielmo II di abdicare. Il 9 novembre 1918 la Repubblica venne proclamata da Philipp Scheidemann al palazzo del Reichstag di Berlino, due ore dopo una Repubblica Socialista venne proclamata giusto dietro l'angolo, al Castello di Berlino, da Karl Liebknecht.

Sempre il 9 novembre, con un atto discutibile dal punto di vista legale, il Reichskanzler principe Maximilian von Baden trasferì i suoi poteri a Friedrich Ebert, il capo dell'MSPD. Fu evidente che questo atto non sarebbe stato sufficiente a soddisfare le masse così, il giorno dopo, venne eletto un governo rivoluzionario chiamato "Consiglio dei Commissari del Popolo" (Rat der Volksbeauftragten), composto da membri dell'MSPD e dell'USPD, guidato da Ebert per l'MSPD e da Hugo Haase per l'USPD. Anche se il nuovo governo venne confermato dal consiglio dei lavoratori e dei soldati di Berlino fu avversato dagli spartachisti, l'ala sinistra dell'USPD guidata da Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht. Ebert chiese la convocazione di un Congresso Nazionale dei Consigli che prese luogo dal 16 al 20 dicembre 1918 e nel quale l'MSPD aveva la maggioranza. Ebert riuscì a imporre delle rapide elezioni per un'Assemblea Nazionale che doveva produrre la costituzione per un sistema parlamentare, marginalizzando il movimento che richiedeva una Repubblica Socialista (vedi sotto).
Per assicurarsi che il suo governo fosse in grado di mantenere il controllo sulla nazione, Ebert fece un patto con l'OHL, ora guidato dal successore di Ludendorff, il generale Wilhelm Groener. Questo Patto Ebert-Groener essenzialmente stabiliva che il governo non avrebbe cercato di riformare l'esercito fintanto che l'esercito giurava di difendere il governo. Da una parte questo accordo simboleggiava l'accettazione di un nuovo governo da parte dei militari, calmando le preoccupazioni della classe media, dall'altra parte venne considerato un tradimento degli interessi dei lavoratori da parte della sinistra; inoltre stabiliva l'Esercito come un gruppo indipendente e conservatore all'interno dello stato che avrebbe influenzato il destino della Repubblica. Questo fu uno dei tanti passi che determinò la permanente suddivisione della rappresentanza politica della classe operaia in SPD e comunisti.
La divisione divenne definitiva dopo che Ebert fece richiesta all'OHL di truppe per sedare un altro ammutinamento di soldati a Berlino, il 23 novembre 1918, nel quale i soldati in rivolta avevano catturato il comandante della città e chiuso la Reichskanzlei nel quale il Consiglio dei Deputati del Popolo risiedeva. L'intervento fu brutale, con molti morti e feriti. Questo indusse l'estrema sinistra a invocare la scissione dall'MSPD che, nella loro visione, era sceso a patti con i militari controrivoluzionari per sopprimere la rivoluzione. L'USPD lasciò quindi il Consiglio dei Deputati del Popolo dopo solo sette settimane. La spaccatura si approfondì quando, in dicembre, la Kommunistische Partei Deutschlands (KPD) venne formato da un certo numero di gruppi di sinistra, inclusa l'ala sinistra dellUSPD e i gruppi Spartachisti.
In gennaio ci furono ulteriori tentativi di stabilire uno stato socialista da parte dei lavoratori nelle strade di Berlino, ma questi tentativi vennero sedati nel sangue dalle unità paramilitari dei Freikorps, truppe composte da ex-soldati e volontari solitamente di estrema destra. Gli scontri culminarono il 15 gennaio con la morte della Luxemburg e di Liebknecht. Con l'affermazione di Ebert, gli assassini non vennero processati davanti a una corte civile ma davanti a una militare, il che portò alla comminazione di pene molto lievi, che non portarono precisamente a una maggiore accettazione di Ebert da parte della sinistra.
Le elezioni dell'Assemblea Nazionale avvennero il 19 gennaio 1919. In questa occasione i nuovi partiti della sinistra, inclusi l'USPD e il KPD, furono a malapena in grado di organizzarsi, permettendo la costituzione di una solida maggioranza delle forze moderate. Per evitare le continue lotte a Berlino, l'Assemblea Nazionale si riunì nella città di Weimar, motivo per cui il nascente stato veniva in seguito soprannominato Repubblica di Weimar. La Costituzione di Weimar creò una repubblica con un sistema semi-presidenziale con il Reichstag eletto da una rappresentanza proporzionale.
Durante i dibattiti di Weimar, le lotte continuarono. Una Repubblica Sovietica venne dichiarata a Monaco di Baviera, solo per essere abbattuta dai Freikorps e da unità dell'esercito regolare, e combattimenti sporadici continuarono a scoppiare in giro per il paese.
Ci furono scontri anche nelle province orientali della Germania, che erano fedeli all'Imperatore e non volevano far parte della Repubblica: la Grande Sollevazione Polacca nella Provincia di Posen e 3 Sollevazioni Slesiane nella Slesia Superiore.
Nel frattempo, la delegazione di pace tedesca in Francia firmava il Trattato di Versailles, accettando pesanti riduzioni dell'esercito tedesco, pesanti pagamenti per le riparazioni, e la cosiddetta clausola della "Germania come unica responsabile dello scoppio della guerra", che venne inserita su insistenza francese nonostante la contrarietà del presidente americano Wilson. Particolarmente pesanti sul piano morale risultavano gli articoli 227 nel quale l'ex re Guglielmo II veniva messo in stato d' accusa di fronte ad un venturo Tribunale Internazionale "per offesa suprema alla morale internazionale" e l'art. 231, in cui appunto "la Germania riconosce che lei ed i suoi alleati sono responsabili per averli causati di tutti idanni subìti dai Governi Alleati ed associati e dai loro cittadini a seguito della guerra, che a loro è stata imposta dall'aggressione della Germania e dei suoi alleati". L'accettazione del Trattato costituisce il 'peccato originale' della Repubblica di Weimar, che le alienò da subito il favore di gran parte della popolazione tedesca, e che infine favorì l'impetuosa ascesa elettorale dei nazisti. A testimonianza dell'odio che il Trattato suscitava in terra tedesca ricordiamo che nel 1921 furono assassinati Matthias Erzberger (politico cattolico che materialmente lo aveva firmato) e Walther Rathenau (ministro degli esteri di Weimar impegnatosi a pagare regolarmente le riparazioni di guerra alla Francia). Adolf Hitler avrebbe più tardi dato la colpa alla Repubblica e alla sua democrazia per questo trattato.
Il Primo Presidente della Germania, Friedrich Ebert dell'MSPD, firmò la nuova costituzione tedesca l'11 agosto 1919.

I primi anni: Conflitto interno (1919-1923)

Fin dall'inizio, la Repubblica fu posta sotto grande pressione da entrambi gli estremisti di destra e sinistra. Essenzialmente, la sinistra accusava i Socialdemocratici al potere di aver tradito gli ideali del movimento operaio, patteggiando con i poteri del vecchio stato invece di mettere in atto una rivoluzione comunista; la destra si opponeva a un sistema democratico perché avrebbe preferito mantenere uno stato autoritario come l'Impero del 1871. Per minare la credibilità della Repubblica, la destra (specialmente i militari) la accusavano di essere responsabile della sconfitta della prima guerra mondiale; si veda Dolchstoßlegende.
Il 13 marzo 1920 ci fu il "Putsch di Kapp". Questo coinvolse la presa di Berlino da parte di un gruppo di truppe dei Freikorps e l'insediamento di Wolfgang Kapp, un giornalista di destra, come Cancelliere del nuovo governo. I Freikorps, che avevano propri progetti per il potere, gli si rivoltarono contro, Ebert poté solo ritirare il suo parlamento da Berlino e riunirlo a Dresda, da dove il governo indisse uno sciopero generale. Questo ebbe successo nel fermare completamente l'economia e il governo Kapp collassò già il 17 marzo.
Il 6 giugno 1920 si tenne la seconda tornata di elezioni della Repubblica, le prima dall'emanazione della Costituzione: esse confermarono Ebert al governo e videro, nonostante un calo di consensi, la supremazia delle sinistre.
Ispirate dal successo dello sciopero generale, nel 1920 si ebbero alcune sollevazioni comuniste nella Ruhr, quando 50.000 persone formarono un'Armata Rossa e presero il controllo della regione. L'esercito regolare e i Freikorps misero fine alla sollevazione senza ricevere ordini dal governo. Altre ribellioni comuniste vennero inscenate nel marzo 1921 in Sassonia e ad Amburgo.
Per il 1923 la Repubblica non poteva più permettersi di tener fede ai pagamenti delle riparazioni di guerra stabilite a Versailles ed il nuovo governo divenne insolvente. In risposta, nel gennaio del 1923 le truppe francesi e belghe occuparono la Ruhr, la regione a quell'epoca più importante dal punto di vista industriale, prendendo il controllo delle industrie minerarie e manifatturiere. Nel gennaio del 1923, vennero di nuovo indetti degli scioperi e venne incoraggiata la resistenza passiva. Gli scioperi durarono per otto mesi, il che causò grave sofferenza all'economia e si dovette iniziare a importare.
Poiché anche gli operai in sciopero venivano pagati dallo stato, venne stampata della valuta aggiuntiva che innescò un periodo di iperinflazione. Il valore del Papiermark crollò da 4,2 per ogni Dollaro statunitense a 1.000.000 di marchi per Dollaro nell'agosto 1923 e a 4.200.000.000.000 per dollaro il 20 novembre. Il 1º dicembre venne introdotta una nuova valuta con il tasso di cambio di 1.000.000.000.000 di vecchi marchi per 1 nuovo marco, il Rentenmark.
I pagamenti delle riparazioni vennero ripresi e la Ruhr restituita alla Germania.
Il 1923 vide anche un attacco dalla destra che prese forma nel Putsch della Birreria, messo in piedi da Adolf Hitler a Monaco di Baviera. Nel 1920 il Partito dei Lavoratori Tedesco (DAP) si trasformò nel Partito dei Lavoratori Tedesco Nazionalsocialista (NSDAP) — il partito nazista — che sarebbe divenuto la forza motrice del collasso della Repubblica di Weimar. Hitler divenne Segretario del partito nel luglio 1921. Nel novembre 1921 vennero fondate le SA, che avrebbero agito come l'esercito personale di Hitler nella sua lotta per il potere. Quindi, l'8 novembre 1923, il Kampfbund in combutta con Erich Ludendorff assunse la direzione di un meeting del Primo Ministro bavarese, Gustav Kahr, in una birreria di Monaco. Ludendorff e Hitler dichiararono un nuovo governo e pianificarono di prendere il controllo di Monaco il giorno seguente. I 3.000 rivoltosi vennero fermati da 100 poliziotti e Hitler venne arrestato e condannato a cinque anni di prigione, ma ne scontò solo uno, una sentenza molto lieve.
Dopo il fallimento del Putsch della Birreria, il suo imprigionamento e il successivo rilascio, Hitler si concentrò sui metodi legali per ottenere il potere.

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